Vaccinazioni, andamento lento: serve un cambio di passo

1 Apr 2021

Vaccinazioni andamento lento. A fronte di una previsione di 13 milioni di italiani vaccinati entro il 31 marzo 2021, sulla base dell’attuale trend si stima possano arrivare a 10,1 i milioni di persone vaccinate, con un vax gap del 22,1% in meno rispetto al target previsto tre mesi fa.

I confronti internazionali

Al 28 marzo 2021, il tasso relativo alle dosi di vaccino somministrate per 100 abitanti è del 48,6% nel Regno Unito, del 40,9% negli Stati Uniti e del 15,5% in Unione europea; in linea con questo valore l’Italia (15,6%), la Francia (15,3%) e la Germania (15,4%).

La maggiore diffusione dei vaccini si associa ad un abbattimento della mortalità da Covid-19: i decessi giornalieri (media degli ultimi 7 giorni) per milione di abitante sono 7,1 in Italia, 5,7 in Ue, mentre scendono a 2,9 negli Usa e arrivano al minimo di 0,9 nel Regno Unito. L’Italia, lo ricordiamo, è l’ottavo paese al mondo per mortalità da Covid-19 in rapporto alla popolazione.

Le vaccinazioni per regione

L’analisi del tasso di vaccinazione per regione evidenzia una significativa variabilità territoriale: tassi più elevati si riscontrano per Molise (19,8%), P.A. Bolzano (18,9%) ed Emilia-Romagna (18,1%) mentre, all’opposto, si osserva una minore diffusione delle vaccinazioni in Campania (13,8%), Sardegna (13,4%) e Calabria (12,8%).

La ripresa economica perde di slancio a fronte di un ritardo delle vaccinazioni. Nell’ultimo report dell’Ocse, pubblicato lo scorso 9 marzo, l’analisi di un confronto internazionale evidenzia che un maggiore tasso di vaccinazione corrisponde ad una più intensa diminuzione del grado di restrizione per contrastare l’epidemia, presupposto per un maggiore ritmo di crescita. “Per la ripresa dell’economia è necessario procedere con una campagna vaccinale rapida e su larga scala” ha sottolineato il presidente nazionale di Confartigianato, Marco Granelli, nei giorni scorsi in un intervento alla trasmissione “Omnibus” (La7).

Ascolta tutto l’intervento 

Secondo le previsioni contenute nell’Interim Economic Outlook dell’Ocse, nel 2022 l’Eurozona avrà completamente assorbito la crisi Covid-19, mentre l’Italia registra un marcato ritardo nell’aggiustamento macroeconomico, con il Pil che nel prossimo anno si collocherà al di sotto dell’1,4% rispetto al livello pre crisi.

Sulla velocità della ripresa saranno decisivi gli interventi per supportare gli investimenti e la domanda di lavoro delle imprese contenuti nel Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), che sarà presentato alla Commissione europea entro il prossimo 30 aprile.

Scarica l’11° report Covid-19 di Confartigianato “La strada tortuosa verso la ripresa 2021”.

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