Pubblicata la prima Nota congiunta tra Ministero del lavoro, Istat, Inps e Inail

9 Gen 2017

Alla fine dello scorso anno è stata pubblicata la prima “Nota trimestrale congiunta sulle tendenze dell’occupazione” elaborata dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali, l’Istat, l’Inps e l’Inail, a distanza di un anno dall’accordo inter-istituzionale, siglato nel dicembre 2015. L’analisi prende forma attraverso lo studio di fonti originali provenienti dal Ministero del Lavoro (comunicazioni obbligatorie Sisco), dall’INPS (UniEmens e voucher) e dall’Istat (rilevazione sulle forze di lavoro, indicatori sulle imprese e contabilità nazionale).

L’esame dei dati provenienti dalle sei fonti diverse ha evidenziato che “nel terzo trimestre 2016 il livello complessivo dell’occupazione è cresciuto ancora su base annua e si è sostanzialmente stabilizzato a livello congiunturale“. Tra i diversi risultati si evidenzia che gli occupati, secondo la fonte Istat, sono saliti dell’1,1% rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente, combinazione di un aumento dell’1,8% del lavoro dipendente e di un calo dell’1,4% del lavoro indipendente. Anche la stazionarietà a livello congiunturale (-14 mila occupati) sottende una crescita del lavoro dipendente (+66 mila occupati, pari al +0,4%) e una riduzione dell’occupazione indipendente (a -80 mila occupati, pari al -1,5%).

Va segnalato inoltre che, su dati di fonte Inail, gli infortuni sul lavoro accaduti e denunciati nel terzo trimestre del 2016 sono risultati in aumento dell’1,1%. La Nota precisa che “tale incremento è in linea con la crescita dell’occupazione (e quindi dell’esposizione al rischio infortunistico) registrata in termini tendenziali da tutte le fonti“. Questa stabilità del fenomeno infortunistico in relazione al volume dell’attività va letta alla luce di una forte riduzione dell’incidentalità negli ultimi anni: prendendo in esame la serie storica 2011-2015 prodotta dall’Inail si calcola che in quattro anni gli infortuni ogni mille ore lavorate scendono da 18,6 del 2011 a 15,1 del 2015, con una riduzione del 18,6%.

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