Nel 2025 la digitalizzazione delle imprese emiliano-romagnole registra un’accelerazione significativa, con il 70,7% delle imprese che ha investito in almeno un ambito del digitale. Per le MPI tale quota si attesta al 67,6%, in crescita di 4,1 punti rispetto al 2024.
L’intelligenza artificiale è utilizzata da quasi una micro-piccola impresa su cinque, soprattutto nei Servizi. L’IA viene impiegata da artigianato e MPI prevalentemente come strumento di supporto operativo per attività di marketing, gestione clienti e funzioni amministrative, più che per la trasformazione dei processi produttivi.
L’artigianato inoltre presidia il segmento di offerta di beni strumentali e di servizi per l’implementazione delle tecnologie con 17mila imprese, il 14,2% del totale.
Nonostante la diffusa disponibilità all’innovazione, persistono criticità rilevanti. Oltre metà delle imprese dichiara di non utilizzare l’IA perché non sa come sfruttarne le potenzialità.
Il nodo centrale resta la carenza di competenze digitali avanzate: nel 2025 oltre la metà delle imprese emiliano-romagnole fatica a reperire personale qualificato, con difficoltà ancora più accentuate per le micro e piccole imprese e per il comparto artigiano.
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La dichiarazione
“I dati confermano che le nostre imprese sono consapevoli che le tecnologie possono aiutare nel percorso di ammodernamento – afferma Amilcare Renzi, segretario di Confartigianato Emilia Romagna -. Tuttavia, per garantire sviluppo e competitività al nostro sistema di imprese, non basta saper investire, ma occorre aggiornarsi continuamente, soprattutto rispetto alle nuove tecnologie che stanno emergendo. L’intelligenza artificiale deve essere utilizzata come strumento strategico nelle aziende, ma anche compresa e integrata in modo qualificato, sulla base dei reali bisogni e dell’organizzazione di ciascuna impresa. Tuttavia il nostro mondo sconta ancora la difficoltà a trovare quelle competenze necessarie. Tra gli imprenditori c’è la consapevolezza della necessità di percorsi di formazione continua e c’è la volontà di restare al passo con le tecnologie. E in questo ambito il rapporto con l’università è fondamentale perché rappresenta un grande punto di forza per migliorare ancora la qualità dei prodotti e dei servizi che le nostre imprese offrono”.
