Decreto legge fiscale, le richieste di Confartigianato per le Pmi

11 Nov 2019

Fisco più semplice e più risorse per investimenti, si alla lotta all’evasione fiscale ma meno oneri per gli imprenditori. Queste alcune delle indicazioni espresse dai rappresentanti di Confartigianato e Rete Imprese Italia intervenuti nei giorni scorsi alla Commissione finanze della Camera sul decreto legge fiscale.

Secondo quanto riportato dal sito confartigianato.it i vertici di Rete Imprese Italia hanno ribadito l’urgenza di rivisitare il Codice degli Appalti per ottenere un quadro giuridico più lineare che delinei in modo chiaro le responsabilità degli amministratori. Sul fronte dei trasporti è stato sollecitato un piano strutturale di sostituzione dei veicoli più inquinanti con poche, chiare e semplici regole, che supportino le imprese negli investimenti tecnologici. A questo proposito, i rappresentanti di Confartigianato e delle altre sigle imprenditoriali hanno contestato l’esclusione dai benefici dei rimborsi parziali delle accise sul gasolio consumato dai veicoli pesanti di categoria Euro 3 ed Euro 4, prevista dall’art. 76 del disegno di legge di bilancio.

Sul fronte fiscale si è insistito sulla semplificazione normativa, abrogando adempimenti nell’ambito di una nuova strategia di controllo che punti a utilizzare al meglio la tecnologia e le banche dati disponibili. In particolare, l’introduzione dell’obbligo di fatturazione elettronica e della trasmissione telematica dei corrispettivi deve comportare l’abrogazione di adempimenti divenuti ridondanti, la riduzione dall’8% al 4% della ritenuta applicata sui bonifici che danno diritto a detrazioni d’imposta e l’innalzamento da 5 mila a 50 mila euro del limite che rende obbligatoria l’apposizione del visto per la compensazione dei crediti Iva.

Sul fronte del credito si è sollecitato sia la maggiore efficienza di strumenti già operativi sia l’ampliamento del perimetro di attività dei consorzi fidi per potenziarne il ruolo di facilitatori nell’accesso al credito. L’ipotizzata Banca pubblica per gli investimenti dovrebbe poi prevedere un intervento nella fascia di mercato che il sistema bancario sta progressivamente meno presidiando, coinvolgendo anche gli stessi consorzi fidi per veicolare gli interventi sui territori.

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