Venerdì 16 giugno scade il termine per il pagamento dell’acconto IMU e TASI da parte di 580.384 imprese proprietarie di immobili produttivi. Un acconto stimabile in 10 miliardi di euro. Nel 2016 il gettito di IMU e TASI è ammontato a 19,9 miliardi di euro, pari all’1,2% del PIL, e ha rappresentato circa la metà (51,3%) dell’intera tassazione immobiliare composta da imposte sul reddito per 8,21 miliardi di euro (0,5% del PIL) e da imposte indirette su trasferimenti e locazioni per 10,7 miliardi (0,6% del PIL), per un totale di prelievo sugli immobili di 38,81 miliardi, pari al 2,3% del PIL.

Il prelievo immobiliare rappresenta un’importante voce delle entrate dei Comuni. Un recente studio di Confartigianato ha proposto un confronto tra fabbisogni standard e spesa storica nei comuni delle regioni a statuto ordinario; in particolare viene evidenziato che il 30,7% della spesa è gestita in comuni inefficienti che offrono meno servizi registrando, però, una spesa storica superiore del 18,7% rispetto al fabbisogno standard. L’inefficienza della spesa dei comuni si trasla in una più elevata tassazione: il prelievo per una micro impresa tipo localizzata nei comuni inefficienti, e quindi beneficiaria di un livello più basso dei servizi, è del 4,8% superiore a quello di un’analoga impresa che opera nei comuni efficienti.

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